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Maione: il
nome magari ad alcuni non dice nulla, ma
per tanti significa molto.
Maione è una piccola frazione del
Comune di Altilia in provincia di
Cosenza abitata da circa 350 persone. A
titolo informativo bisogna sapere che esiste anche
un'altra frazione di nome Maione sita
nel Comune di Cautano in provincia di
Benevento.
Dal un libro di Paolo Raffaele
Saccomanno scopriamo che nel gennaio del
1907 alcuni cittadini di Maione (allora
formato da circa 500 abitanti), spinti
dalle pressioni di Don Lugi Amantea,
chiesero di aggregare il loro piccolo
borgo al Comune di Grimaldi
distaccandolo da Altilia. La richiesta,
ritenuta "dettata da miserevoli ripicche
e calcoli elettorali" fu inizialmente
accolta, poi successivamente respinta
per cui Maione restò frazione di Altilia.
La popolazione del comune di Altilia è
andata via via calando col passare degli
anni. Si è passati dal picco di 1560
abitanti censiti nel 1951 ai 775
attuali. Per un secolo, dal 1861 al 1961
la popolazione non è mai scesa al di
sotto dei 1.100 abitanti. (dati
Censimenti ISTAT).
La popolazione di Altilia e Maione, in
base a ricerche effettuate su internet,
è composta da 398 maschi e 377 femmine.
Ci dovrebbero essere 276 nuclei
familiari composti in media da 2,81
persone e 395 abitazioni.
Maione insieme ad Altilia, fu colpita
nel corso degli anni da alcuni
disastrosi terremoti: il 27 marzo del
1638 una scossa causò, complessivamente,
il crollo di 235 case e la morte di 655
persone; gli abitati furono quasi
completamente distrutti. Il 28 marzo del
1873 il terremoto causò il crollo di 4
case e lesioni a metà degli edifici del
paese, tra i quali la chiesa
parrocchiale, la chiesa e il convento
dei Minori Conventuali. Il 12 febbraio
1854 un'altra violenta scossa colpì gli
abitati di Maione e Altilia, ma allora
tra la popolazione che contava 1090
abitanti non vi furono vittime. L'8
settembre 1905 il terremoto fece
crollare parte del campanile di una
chiesa e procurò danni alle altre. Nelle
campagne molte case vennero distrutte,
27 furono riparate e 4 risultarono
diroccate.
Alitlia sembra sia stata fondata prima
dell’anno 1000 da Eustacchio Greco,
Esarca dell’Imperatore Basilio II che la
battezzò con il nome Alimena, il nome
della madre e subì molti scontri
nelle battaglie tra Saraceni e Normanni
motivo per cui Giovan Corrado e Altilio
dell'Alimena lo abbandonarono costruendo
un nuovo villaggio in un posto più
difendibile, più alto, da cui il nome
Altilia.
Altilia era nota in tutta la Calabria
per la produzione degli stacci (arnesi
per separare il fior di farina dalla
crusca), inoltre, la presenza nella zona
di pietra marmorea e argilla consentì il
formarsi una scuola di scalpellini molto
rinomata e attiva in tutta la Valle del
Crati. Nel 1811 inoltre proprio ad
Altilia nacque la "Carboneria" movimento
rivoluzionario del Regno di Napoli.
Il Comune di Altilia fu aggregato nel
1928 a quello di Malito ma, nel 1937
riprese la sua autonomia
Morfologicamente il paese si può
descrivere come paese collinare.
L'abitazione più bassa situata in
località Lauri si trova a 395 metri
s.l.m., quella più in alto,
situata in Località Fiego a 535 metri
s.l.m..
Il Capoluogo Altilia ha invece la parte
più alta a quota 621 metri s.l.m..
Il Comune di Altilia, inteso come
territorio, si estende per 10.70 km
quadrati ed è contiguo a quello dei
comuni di Grimaldi, Malito, Belsito,
Martirano, Carpanzano, Pedivigliano,
Scigliano e Motta Santa Lucia.
Il centro abitato di Maione
geograficamente è situato a 39°07'58
Nord e 16°14'39 Est.
Per chi è interessato alla religione
informiamo che ci sono tre chiese nel
territorio comunale. A Maione c'è la
Parrocchia di San Giovanni Battista e la
Chiesa di Santa Maria Francesca Cabrini.
Ad Alitlia la Parrocchia di Santa Maria
Assunta.
A Maione la festa Patronale (San
Giovanni) è il 24 giugno, mentre ad
Altilia la festa patronale (San
Sebastiano) è il 20 gennaio.
Il Codice di avviamento postale di
Maione e Altilia è 87040.
Per raggiungere Maione si esce allo
svincolo autostradale A3 di
Altilia-Grimaldi e si prosegue in
direzione nord per circa 4,5 km. Uscendo
dallo svincolo autostradale A3 di Rogliano, si prosegue in direzione di
Malito-Grimaldi per 16 km. In aereo si
scende allo scalo di Lamezia Terme,
mentre attraverso la ferrovia si può
optare per la stazione di Paola o quella
di Sant'Eufemia-Lamezia.
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Maione:
Hanno scritto di noi... |
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Musings on Maione
by Theresa Fierro

Maione (Cosenza) |
Making
a living and having a good time are not the
same thing. This became blarinly to me
when I visited Southern Italy, my mother’s
birthplace, this last summer: Maione,
province of Cosenza, with a population of
500 and still growing. The sensation of
going back two centuries in this forgotten
land is both hauntingly mysterious and
alluring. I remember the previous visit I
spent there as a precious little island in
time were I once again find my true ease.
There I s a definite language and culture
difference, but there is also an inexorable
presence, an acceptance of one another that
transcends all barriers. Even my crude
attempts at communicating in the Italian
language only served to make us all laugh.
The first or foremost priority of my
Calabrese cousins was what they could do to
make me happy – treating me as a visiting
dignitary a pied piper to the children. At
all times my dress, my features and my body
language were scanned with curious scrutiny.
I, on the other hand, observed old woman
with stubby fingers from years of
embroidery carefully arranging colorful
flowers for vases and balconies. The men
stooped and bent from a lifetime of carting
water and sickling wheat now leisurely
strolling trough the Piazza.
From the outset a visitor senses a certain
calmness and closeness to nature. It is a
land filled with terra cotta urns and tree
lined paths broken only by the sound of
running water and splashing fountains. The
Paesi are linked together by fields
of wild daisies while donkeys munch on
poppies in the distant countryside. Town
streets are as intricately and tightly woven
as an old woman’s braid.
Life, as best, for this group of Italians is
a hand to mouth existence in a subsistent
society. It is a community where work and
salary and consumption are not all consuming
values. A great many goods and services are
bartered for. Life goes on without the
entrapments of organizational charts, voice
mail or optional closet space. There is no
need for an alarm clock, a stress management
class, or a financial advisor. It is the
type of place a doctor will recommend for a
nervous condition. |
Someone once said that we Americans seem to
be working more than we wish and living
lives that are less than they should be, to
consume goods and services that we really
don’t want. Not so in Southern Italy. Career
climbing and competitiveness are just not
possible because the jobs aren’t there. So
people turn inwards to their families and
their communities for emotional security and
cohesiveness. Relationships flourish and are
easy. Joys and sorrows and the ebb and flow
of life are accepted with greater dignity in
small towns. How I envy their alternative
lifestyle.
There is idleness and there is educated
idleness of wich the Maionesi have
perfected. They pick and choose the days
activities. They do what they want to do
when they want to do it. They have the time
to memorize all the rings of The Divine
Comedy, to play the church organ by ear,
and to teach birds to talk. Although they do
not work, their lifestyle clearly has
purpose and direction. It also has passion
as evidenced in fully staged Religious
Plays and Processions.
I ache for their La Dolce Vita as
my nascent dissatisfaction of the structured
work ethic grows. I notice a sharp contrast
when celebrating the noon meal with the
extended Southern Italian family versus my
TV Dinner alone and usually on the run. I’m
curious about my neighbors and to find out
what their last names are while in this
small town everyone is blood related.
Yes, I am grateful that my parents and my
grandparents sought a lifestyle with greater
opportunity and freedom, but there I
something to be said about Thoreau’s
statement “I make myself rich by
making my wants few”. He must be
visiting Maione. |
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